10 consigli per rinfrescare il curriculum di un professionista con esperienza

Se è  daun pò di tempo che non metti mano al tuo curriculum vitae, probabilmente è arrivato il momento di applicare un pò di modifiche per renderlo più moderno e accattivamente, specialmente se l’ultima volta eri solo un neolaureato alla prime armi. Business Insider ha chiesto alcuni consigli agli esperti di TopResume, eccoli.

1)Aggiungere il tuo profili linkedin

Aggiungere il tuo profili linkedin, naturalemnte prima crea la tua url personalizzata tipo linkedin.com/in/mario-rossi

 

2)Elimina l’indirizzo stradale

Sul tuo CV ancora indicato l’indirizzo completo? E’ finita l’epoca in cui si comunicava via posta tradizionale. Per evitare il rischio di furti di identità è meglio indicare solo la città.

3)Rendi chiari i tuoi obiettivi

Quando con gli anni si sono accumulate esperienze varie, può essere difficile per chi legge il curriculum capire quale lavoro vorresti fare, per esempio il ruolo che vorresti ricoprire e il settore in cui desideri inserirti. E’ consigliabile inserire un titolo professionale e un sottotitolo sopra il riepilogo di cui al punto successivo.

4)Inserisci un riepilogo professionale

Proprio per mettere in evidenza le competenze più spendibili e pertinenti, questa parte sintetizza l’esperienza del candidato e introduce il resto del curriculum. Basta un breve testo come quello che si può inserire sul profilo linkedin.

5)Valorizza le competenze linguistiche

Le lingue sono importanti! Se si parla una o più lingue straniere, meglio valorizzarlo. Il consiglio è di aggiungerla al riepilogo. Se si ha un livello avanzato di una lingua oltre a quella madre, si può evidenziare il fatto scrivendo che si è bilingui.

6)Aree di competenza e parole chiave

Sotto il riepilogo, si può aggiungere qualche riga per dare visibilità alle parole chiave del proprio cv e alle competenze tecniche più rilevanti. Questa sezione renderà più facile al recruiter farsi un quadro della persona e aiuterà la candidatura a superare la preselezione fatta attraverso un software che molte aziende utilizzano.

7)Cancellare gli stage dalle esperienza professionali

Soprattutto se si tratta di tirocinio curriculare, formativo o di orientamento, sarà utile solo per il primo anno o due dopo la laurea. Quando hanno di fronte la carriera di un professionista, i datori di lavoro valuteranno la sua esperienza più recente.

8) Usare gli elenchi puntati per porre attenzione sui risultati ottenuti

Questa struttura può essere utile per illustrare i propri compiti in modo rapido, ma un curriculum con elenchi puntati ovunque non è attraente dal punto di vista grafico. Meglio spiegare ogni esperienza lavorativa attraverso un breve racconto che descriva la posizione ricoperta e aggiungere due o tre punti di elenco per mettere in rilievo i successi ottenuti e i contributi apportati.

9)Togliere il voto di maturità

Se hai avuto la lode puoi pensare di mantenerlo. Ma per chi ha finito gli studi da qualche anno l’esperienza lavorativa è più importante dei risultati raggiunti durante il periodo di formazione.

10)Usa un formato stadard

Potresti essere tentato dal provare un design creativo e originale ma è importante ricordare che i recruiter sono abituati a cercare certe informazioni in aree specifiche del documento. Minore è il tempo che il selezionatore impiega per trovarle, maggiore è la possibilità che il cv passi alla seconda fase della selezione. Questo vale ancora di più per i sistemi elettronici di analisi del curriculum. A meno che non si tratti di una posizione particolare, ad esempio come grafico, un cv diverso dagli standard va incontro a rischi.

Le 5 domande da non fare ad un colloquio di lavoro

Quando ci si prepara per un colloquio di lavoro spesso ci si concentra su “cosa fare” e un pò meno su “cosa non fare”, ecco allora 5 domande da non fare a un colloquio di lavoro tratte dall’intervista su Repubblica ad un managing director per il Belgio della società internazionale di ricerca del personale Hays.

1)
Quanto durerà il colloquio?
Sembra una domanda abbastanza innocente, ma non lo è affatto, perché fa intendere all’intervistatore che si ha qualcosa di meglio da fare.
Attenzione anche al linguaggio non verbale, non lanciate occhiate, anche solo di sfuggita, all’orologio!

2)
Non fare domande a cui si può rispondere googlando.
E’ buona norma informarsi sull’azienda prima di affrontare un colloquio, per cui evitate di chiedere informazioni che si trovano facilmente sul sito web o sui profili social aziandali.

3)
Evitare il “quanto”
Il primo colloquio è quasi sempre esplorativo e non prevede che si entri nel merito di stipendio e benefit vari. Non chiedete, quindi, quanto avrete in busta paga, quanto dura la pausa pranzo, etc..

4)
Evitare domande troppo personali
Chiedere all’intervistatore di dire qualcosa di sé è una bella mossa, ma assicuratevi di non fare domande troppo personali. Le domande che riguardano il suo stato civile, l’età, lo stipendio o quello che non ama del lavoro, per esempio, sono alcune delle peggiori domande che potreste fare.

5)
E quindi avrò il lavoro?
Se pensate che sia un modo brillante per accomiatarvi e fare colpo con l’intervistatore, superando le sue ultime riserve, be’, sbagliate: fareste ancora una volta la parte dei presuntuosi.